«Ho già i denti un po' sensibili, ho paura di peggiorare la situazione…» È un dubbio ricorrente tra chi desidera eseguire uno sbiancamento dentale professionale.
Lo sbiancamento rende sempre i denti sensibili?
La risposta è: non sempre, ma può dare un aumento temporaneo della sensibilità, soprattutto agli stimoli freddi nei primi giorni dopo il trattamento. Questa sensibilità di solito è transitoria, tende a ridursi spontaneamente dopo poche ore o giorni, ed è spesso gestibile con accortezze mirate (prodotti desensibilizzanti, tempi di trattamento personalizzati).
È importante capire perché succede. Lo sbiancamento agisce attraverso agenti ossidanti che penetrano nello smalto e nella dentina per decomporre le molecole di colore. Questo processo, in alcuni casi, può aumentare temporaneamente la permeabilità dentinale — cioè la capacità del dente di trasmettere stimoli come il freddo o il caldo. Non è un danno permanente allo smalto, ma una reazione transitoria che dipende molto dalla situazione di partenza del paziente.
La sensibilità dipende da diversi fattori:
- situazione di partenza — denti già sensibili, colletti scoperti, smalto assottigliato o microfratture hanno maggiore probabilità di reagire, perché lo strato protettivo tra l'esterno e la dentina è già ridotto;
- presenza di carie o infiltrazioni — se ci sono zone di smalto compromesso, il principio attivo può raggiungere la dentina più facilmente, aumentando il fastidio. Per questo, prima di uno sbiancamento professionale, è sempre necessaria una visita di controllo;
- tipo di sbiancamento — i prodotti non professionali ad alta concentrazione, applicati senza valutazione preliminare e senza supervisione, comportano rischi maggiori rispetto a un protocollo clinicamente controllato, proprio perché non tengono conto delle caratteristiche individuali del paziente;
- tempo di contatto e modalità d'uso — anche un prodotto adeguato, se lasciato troppo a lungo o usato con frequenza eccessiva, può aumentare il rischio di sensibilità e irritazione gengivale.
Come viene impostato il protocollo di sbiancamento:
◆ Visita e igiene professionale preliminare — viene valutato lo stato di denti e gengive, la presenza di carie, colletti scoperti, vecchie otturazioni infiltrate, placca e tartaro. Lo sbiancamento non viene proposto se la bocca non è nelle condizioni cliniche per riceverlo in sicurezza. In alcuni casi, è necessario risolvere prima eventuali problemi presenti.
◆ Valutazione del rischio di sensibilità — in presenza di denti molto sensibili, colletti esposti o smalto consumato, possono essere proposti protocolli più graduali, concentrazioni più basse, l'uso di prodotti desensibilizzanti prima e dopo il trattamento, o — in alcuni casi — il rinvio dello sbiancamento fino al miglioramento della situazione clinica.
◆ Monitoraggio nel tempo — dopo il trattamento, è utile un controllo per verificare l'esito e la risposta del paziente.
È corretto non sottovalutare il tema della sensibilità, ed è corretto diffidare di trattamenti improvvisati o di kit acquistati online senza una valutazione preliminare. Con una valutazione iniziale accurata, la personalizzazione del protocollo e una comunicazione chiara su cosa aspettarsi, è nella maggior parte dei casi un trattamento gestibile e ben tollerato.
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